BINDI SERGARDI
BINDI SERGARDI

LA  STORIA

 

B

indi Sergardi è un’azienda familiare rimasta nella stessa proprietà dal 1349 e che si è trasmessa per successione naturale. Ha attraversato tutte le fasi della buona pratica agricola che si sono susseguite in questi secoli fino a dover accettare, allora obtorto collo, la trasformazione in una impresa agricola individuale obbligata anche dalle dimensioni di una proprietà che si estende per quasi mille ettari. La giacitura dei terreni non consente, nell’era in cui viviamo, coltivazioni estensive ma impone la ricerca di nicchie di prodotto ad alto contenuto qualitativo, vocativo e di immagine. Ne consegue che i membri della famiglia oggi chiamati a gestire l’azienda (rappresentati da due generazioni Nicolò Casini e sua figlia Alessandra)

hanno enfatizzato due settori trainanti quali la produzione di vino di qualità ed un settore collaterale quale l’olio d’oliva delle nostre colline del Chianti. Il XXI secolo ha imposto anche la ricerca di maggior valore aggiunto per i nostri prodotti e la conseguenza più logica è sembrata la creazione di un’attività commerciale per la distribuzione di quanto l’azienda crea.
E’ nato il marchio Bindi Sergardi, nome della linea femminile della famiglia, che intende assumere la responsabilità e possibilmente gli onori che scaturiranno dalla diffusione diretta dei beni che abbiamo imparato a produrre in lunghi anni trascorsi nel settore e che speriamo di imparare a distribuire nei secoli a venire.
 

 

IL  CREDO

U

n’azienda moderna è obbligata a prevedere il futuro. Dovrà anche vivere la sua epoca godendo delle tecnologie che le sono offerte, rimanendo all’interno di regole legali, morali ed economiche. Il rispetto dei propri addetti si accompagnerà al rispetto della natura: né gli uni né l’altra sono variabili indipendenti e di entrambi è disponibile una quantità qualitativa limitata.

Da Eraclito, più di 2500 anni fa, abbiamo saputo che tutto cambia e sarà necessario anticipare ed indirizzare il nuovo che è continuamente presente.

Questo indispensabile atteggiamento presuppone un’azienda di qualche dimensione e che aspira ad una crescita costante. Così la proprietà si dedica alla ricerca provando e riprovando come Galileo, con la certezza che questo atteggiamento non sarà comunque un viatico per il rogo.

 

 

IL SANGIOVESE

 

I

l Sangiovese, sangue di Giove in latino, è un amico, un compagno, un sodale, un parente di tutti i viticoltori Toscani. Esiste da sempre, tanto che nessuno sa da quando.

Proviamo a citare Giovanni Vittorio Soderini, il quale nel 1590 descrive il Sangiovese trattando della coltivazione della vite. Ma è notazione poco utile perché di un fratello, di un padre, di un figlio non è necessario conoscere la data di nascita, lo amiamo anche quando non si comporta come ci farebbe piacere.
Il Sangiovese è allegro, è saggio, si colora col sole, ma si riempie con la pioggia, ama il caldo ma la frescura lo ravviva. Non ha odore ma appena arriva in cantina la satura dei suoi profumi. Mentre fermenta dona i suoi zuccheri ad un alcol pieno di sapori, né troppo né troppo poco, quanto basta a far felice un uomo od una donna che lo apprezzino.D’inverno si nasconde dentro la vite, ma a primavera riapparirà trionfante con una candida fioritura piena di evocazioni e gioia.
Ma soprattutto è una presenza ed uno stimolo continuo, pungente, gentile fermo per tutti noi che condividiamo con lui il meraviglioso susseguirsi delle stagioni, della vita delle piante e dei frutti che ci offrono.
Dobbiamo rispettare ed aver cura del nostro amico, compagno, sodale e ne saremo generosamente ripagati.